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SER, Silvia Studinger

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Verso uno spazio europeo dell'educazione superiore: il processo di Bologna

Bologna

Lo scopo principale del processo di Bologna è la realizzazione di uno spazio europeo dell'educazione superiore entro il 2010 per promuovere la mobilità e rafforzare la competitività delle università europee. Per raggiungere questo obiettivo i Paesi partecipanti, il cui numero è salito nel frattempo a 47, hanno deciso di armonizzare le strutture dei loro sistemi dell'educazione superiore per garantire una maggiore compatibilità e comparabilità su scala europea e per cooperare strettamente nel campo della garanzia della qualità.

Gli antecedenti del processo di Bologna vanno ricercati a Parigi dove, il 25 maggio 1998, in occasione dei festeggiamenti per l'ottavo centenario dell'Università della Sorbona, i ministri dell'educazione di Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania firmarono la Dichiarazione della Sorbona, che gettò le basi politiche per l'armonizzazione dei sistemi dell'educazione superiore in Europa. Successivamente altri Stati hanno aderito a questa dichiarazione. Il 25 settembre 1998 la consigliera federale Ruth Dreifuss, d'intesa con la Conferenza universitaria svizzera, firmò la Dichiarazione in nome della Svizzera.

Il grande interesse suscitato da questo processo di riforma portò infine all'elaborazione della Dichiarazione di Bologna, firmata il 19 giugno 1999 dai ministri dell'educazione di 29 Paesi europei, inclusa la Svizzera. La Dichiarazione di Bologna impegna i Paesi firmatari a adottare le seguenti riforme:

  • creare un sistema di piani di studio di facile leggibilità e comparabilità;
  • creare un sistema di diplomi in due cicli di studio (bachelor/master);
  • introdurre un sistema di crediti per conteggiare le prestazioni degli studenti (modello ECTS)
  • promuovere la mobilità;
  • promuovere la cooperazione a livello europeo nel campo della garanzia della qualità;
  • promuovere la dimensione europea dell'educazione superiore.
 
Conferenza ministeriale di Londra 2007

L'ultima conferenza ministeriale, che ha visto l'ingresso quale 46esimo Stato membro della Repubblica del Montenegro, si è tenuta il 17 e 18 maggio a Londra. Il rapporto di valutazione (in inglese) all'attenzione dei ministri dell'educazione evidenzia i notevoli progressi compiuti dalla riforma di Bologna. In 34 Paesi almeno il 60 per cento degli studenti frequenta i nuovi cicli di studio; in 23 Paesi questa quota si attesta addirittura al 90 per cento. 43 Paesi dispongono di un sistema di garanzia della qualità conforme agli standard fissati nella conferenza ministeriale di Bergen, oppure stanno dotandosi di un sistema del genere.

In vista della prossima conferenza, che si terrà a Louvain in Belgio, i ministri dell'educazione hanno tra l'altro concordato nel comunicato finale (in inglese) i seguenti obiettivi:

  • migliorare la mobilità di studenti e docenti, ad esempio abolendo gli intralci amministrativi, rendendo i programmi di studio più flessibili e introducendo diplomi comuni (joint degrees);
  • elaborare un registro europeo delle agenzie di garanzia della qualità per il settore delle scuole universitarie;
  • facilitare l'accesso alle informazioni di dettaglio sullo spazio europeo dell'educazione superiore;
  • prestare maggiore attenzione alla dimensione sociale (in cui rientrano anche i percorsi formativi flessibili e il riconoscimento delle competenze acquisite al di fuori delle scuole universitarie);
  • migliorare la collocabilità dei neolaureati sul mercato;
  • rendere conto dello stato di avanzamento della riforma a livello nazionale nel corso della successiva riunione ministeriale.

I ministri dell'educazione hanno inoltre richiesto un resoconto critico sulla riforma di Bologna nel suo insieme per il 2010 e si sono pronunciati per la continuazione dell'eccellente collaborazione anche dopo questa data.

Conferenza ministeriale di Bergen 2005

Nella conferenza tenutasi a Bergen il 19 e 20 maggio 2005 i ministri dell'educazione hanno constatato che la realizzazione dello spazio europeo dell'educazione superiore - esteso nel frattempo a altri 5 Paesi per un totale di 45 - richiedeva ulteriori misure. Nel comunicato finale (in inglese) i Paesi firmatari si sono impegnati a:

  • rafforzare il ruolo della garanzia della qualità attraverso l'adozione di linee guida e nuovi parametri di riferimento;
  • introdurre un quadro delle qualifiche a livello europeo e nazionale (descrizione sistematica dei diplomi specificando le conoscenze, le competenze e le capacità che un diplomato deve avere acquisito);
  • rafforzare la ricerca tramite l'aumento del numero di dottorandi e l'adozione di principi comuni nella formazione dei dottorandi;
  • prestare maggiore attenzione alla dimensione sociale del processo di Bologna;
  • cooperare più strettamente con l'economia, i partner sociali e con altre regioni e continenti;
  • stilare un rendiconto sullo stato d'avanzamento delle riforme in vista della conferenza ministeriale del 2007.
Conferenza ministeriale di Berlino 2003

La conferenza ministeriale successiva si è tenuta il 18 e 19 settembre 2003 a Berlino. I ministri dell'educazione hanno preso atto dell'avanzamento del processo negli Stati firmatari e hanno dato il benvenuto a otto nuovi Paesi. Nel comunicato finale (in inglese) i Paesi firmatari si sono impegnati a:

  • integrare la formazione dei dottorandi come terzo ciclo nel processo di Bologna;
  • rendere conto dello stato di avanzamento della riforma a livello nazionale nel corso della successiva riunione ministeriale.

I ministri riuniti a Berlino hanno inoltre istituito un gruppo di accompagnamento incaricato di coordinare l'intero processo di Bologna. Questo gruppo riunisce i rappresentanti di tutti i membri del processo di Bologna e i rappresentanti della Commissione europea. Il Consiglio d'Europa, l'Associazione delle università europee (European University Association, EUA), l'Associazione europea degli istituti di istruzione superiore (European Association of Institutions in Higher Education, EURASHE), l'Unione europea degli studenti universitari (The National Unions of Students in Europe, ESIB) e il Centro europeo per l'educazione superiore dell'UNESCO (UNESCO-CEPES) sono membri consultivi.

Conferenza ministeriale di Praga 2001

Convinti della necessità di garantire continuità e di adeguare costantemente questa profonda riforma dell'educazione superiore, i ministri in carica dell'educazione si sono riuniti due anni dopo l'incontro di Bologna a Praga. I Paesi partecipanti, nel frattempo diventati 32, hanno riaffermato in un comunicato finale (in francese / in inglese) la volontà di portare a compimento gli obiettivi della Dichiarazione di Bologna. Rilevando che l'educazione è un bene pubblico, il comunicato finale poneva inoltre l'accento sui seguenti punti:

  • l'importanza di adottare diversi profili nei due cicli di studio per rispondere alla molteplicità di esigenze individuali, accademici e professionali;
  • l'importanza dell'apprendimento sull'arco di tutta la vita;
  • la partecipazione attiva delle università e degli studenti al processo di riforma;
  • la promozione dell'attrattività e della competitività nei confronti degli Stati terzi.