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Il processo di Bologna in Svizzera
Lo scopo del processo di Bologna, avviato nel 1999, è la realizzazione di uno spazio europeo dell'educazione superiore entro il 2010 per rafforzare la competitività delle scuole universitarie europee. Per raggiungere questo obiettivo i Paesi partecipanti, il cui numero è salito nel frattempo a 47, armonizzano i loro sistemi di educazione superiore in base a un modello di studio articolato in due cicli (bachelor e master) e a un sistema di accumulazione e trasferimento di crediti (European Credit Transfer System, ECTS) per consentire di computare le prestazioni equiparabili degli studenti. Inoltre, sviluppano quadri nazionali di qualifica e adottano misure per ridurre gli ostacoli alla mobilità degli studenti e per promuovere la cooperazione europea nel campo della garanzia della qualità. L'attuazione di questo processo deve avvenire nel rispetto del quadro istituzionale di ciascun Paese preservando la varietà dei sistemi di educazione superiore in Europa. In uno Stato federale come la Svizzera questo processo coinvolge diversi attori. Per garantire un'attuazione unitaria e coordinata delle riforme è dunque necessario un quadro normativo vincolante a livello nazionale. Per questa ragione la Conferenza universitaria svizzera (CUS) ha emanato il 4 dicembre 2003 le direttive per il rinnovamento coordinato dell'insegnamento nelle università svizzere nell'ambito del processo di Bologna (direttive di Bologna). Queste direttive elaborate dalla Conferenza dei rettori delle università svizzere (CRUS) stabiliscono un quadro uniforme per l'introduzione di cicli di studio a livelli e del sistema dei punti di credito, per l'ammissione ai cicli di studio di master, per la denominazione unificata dei diplomi e per l'esecuzione delle riforme. Il 1° dicembre 2005 la CUS ha aggiunto un articolo sull'equivalenza della licenza / diploma al master. Le direttive di Bologna si fondano sulla Convenzione del 14 dicembre tra la Confederazione e i Cantoni universitari sulla cooperazione nel settore universitario e sono vincolanti. I Cantoni universitari hanno dunque adeguato di conseguenza le relative legislazioni. Le direttive si limitano allo stretto necessario e lasciano un ampio margine di manovra ai Cantoni. In questo modo la Svizzera è stata in grado di riformare con rapidità l'insegnamento e il sistema educativo superiore in base alla Dichiarazione di Bologna:
La responsabilità per il coordinamento dell'attuazione del processo di Bologna nelle università svizzere spetta alla CRUS. La Confederazione sostiene la riforma con un contributo di 32 milioni di franchi per gli anni 2004-2007. L'obiettivo prioritario del prossimo periodo (2008-2011) sarà la prosecuzione della riforma e il suo consolidamento. Sarà anche necessario esaminare criticamente i risultati concreti dell'attuazione degli obiettivi e adottare i correttivi del caso.
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